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LuceLunare
Ogni STOP è solo un altro START
25 febbraio 2011
SPIEGARE L'IRONIA
No, dai, non si può.





permalink | inviato da LuceLunare il 25/2/2011 alle 20:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sentimenti
3 ottobre 2010
Surrealtà
Capita di credere.
Credere di sapere, credere alle cose che ti dicono.
Poi, all'improvviso, apri gli occhi, come se ti venisse tolto un velo dal viso, e vedi.

E, una volta che hai visto, rimane solo una fortissima, inevitabile nausea.



permalink | inviato da LuceLunare il 3/10/2010 alle 20:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sentimenti
21 febbraio 2010
Non ho più tempo
per chi non ha tempo per me.
Per chi riesce a giustificare ogni proprio comportamento scorretto, convinto che tanto tu sarai sempre lì ad aspettare.
Per chi è sempre quello con i problemi più grandi, i dolori più atroci, i sentimenti più forti.
Per chi non ti sa difendere, quell'unica volta che la decenza lo richiederebbe.

Sono tendenzialmente accomodante. Sono così, tendo a voler capire e perdonare tutti.
Ma - in fondo - perchè mai devo farlo?
Quando mai nei miei confronti è stata mostrata uguale pietà, uguale compassione e comprensione?
E poi io non sono una da sceneggiata.
Non sbatto porte, non rompo bicchieri, non urlo.
Semplicemente certe volte - certe rare volte - qualcosa dentro di me si spezza, e smette di funzionare.


E non ricomincia più.

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permalink | inviato da LuceLunare il 21/2/2010 alle 19:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
LAVORO
19 dicembre 2009
Morirò sola e disoccupata
Se continua così, sì.
E non riesco più a leggere le stronzate di "emigra, figlio mio" e simili. Emigro dove? In un' Europa quasi interamente in crisi, in un' Europa dove non è che stiano esattamente bramando storici della letteratura con una tesi di lingua latina. Sono troppo vecchia per essere un'immigrata che lavora al McDonald di qualche città in cui non parlano la mia lingua. Se l'avessi saputo, l'avrei probabilmente fatto prima. Invece di studiare.
Ora invece sono vincolata dalla rabbia ottusa di chi vuole quello che gli spetterebbe e dalla viltà di chi non riesce a mollare tutto per lavare cessi in una stazione di Parigi.
Non lo so nemmeno, il francese. Al massimo riesco a dire "sono una cittadina italiana, può indicarmi l'ambasciata?", come mi insegnò mio padre quindici anni fa dentro al Louvre.

Mi fa rabbia l'incomprensione dei miei, e degli altri della loro generazione, per i quali il lavoro "arriverà".
Negli ultimi due anni avrò mandato migliaia di curriculum, anche per posti da segretaria, da portacaffè, da fotocopiatrice provetta. Non UNA risposta. Anzi, una sì: da una scuola inglese. Cortesemente, mi dicevano che non ero utile. Anche se negativa, una risposta ti fa sentire che esisti, in qualche modo. Il silenzio invece ti insulta. Ti affibbia un numero.
Salve, sono la sfigata 1837648.

E penso alla stronzata di "emigra, figlio mio". Un ingegnere può emigrare. Un biochimico. Un qualsiasi cazzo di tecnico di qualcosa. Ma io?
Ma poi è giusto davvero emigrare, non impuntarsi sull'ingiustizia di un paese che spende e spande per i militari ma risparmia sull'istruzione e ignorare lo sguardo supponente di quelli cui dici che sei laureato in lettere e ti guardano come se avessi pettinato bambole tutta la vita, o peggio, ti guardano anche con un filo di schifo: in fondo, tu, cosa PRODUCI?

E, dato che in questo paese, in questo momento storico, in questo emisfero, in questa "cultura", se non PRODUCI non sei nulla, so che rimarrò così. Senza la possibilità di farmi una vita mia. Senza il coraggio - o la stanchezza - per andarmene e mandare tutto al diavolo.

Io vorrei solo che molti capissero che non è la produzione che conta. Non saprei costruire un motore 4 tempi (ma nemmeno 2), e allora?
Io "produco" libero arbitrio.
Sicurezza. Preparazione. Passione per la conoscenza. Consapevolezza di se stessi nell'immenso nastro di Möbius della storia. Senso critico. Ribellione. Indignazione.
So che è roba che non si compra - e non si vende - ma non voglio proprio rassegnarmi a pensare che non serva a nulla.



permalink | inviato da LuceLunare il 19/12/2009 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica interna
21 settembre 2009
Sono un po' stranita
e non so come spiegarmi, quindi come al solito ci provo per iscritto.

Accendo la TV e vedo a reti unificate l'ipocrisia, le lacrime, le immagini da regime, tutte belle incartate in una bandiera italiana. Sento parlare di PATRIA. Una parola che odio. Intendiamoci: la morte di sei persone è sempre una tragedia. Su questo non discuto. Discuto l'orgia mediatica che promuove dei "valori" altamente discutibili. Che assume ad eroi persone che stavano occupando militamente un paese straniero. Attenzione: non difendevano il proprio paese, non costruivano scuole, non "esportavano" pace e democrazia. Sparavano alla gente.

E poi c'è il culto della divisa, che è una cosa che francamente non ho mai capito. Perchè la divisa - qualunque divisa - è sempre una spersonalizzazione, una perdita d'identità. Qualche giorno fa, la mamma di uno dei miei bambini mi ha suggerito di fare un concorso che so, in polizia, per trovare un lavoro. La cosa mi ha inorridita. Fare parte di un'organizzazione che ti identifica con un numero e ti veste uguale a mille altri è una prospettiva di poco preferibile alla morte, per me. Per quanto ci siano tantissime persone che svolgono questo tipo di lavori con competenza ed equilibrio, spesso la divisa, le armi (intese in senso lato: anche il potere è un'arma) tirano fuori il peggio delle persone, o sono il rifugio di gente disturbata che sfoga i propri peggiori istinti proteggendosi dietro all'autorità.
E poi, ci si trova catapultati in un'immensa, gloriosa Norimberga, in cui tutto quello che devi fare è eseguire gli ordini. Per me, l'obbligo di eseguire gli ordini senza discutere è un'aberrazione. C'è chi ci si trova bene, chi trova un ordine in tutto questo. Per me non è così. Sono da sempre responsabile delle mie azioni e voglio continuare ad essere l'unica a pagare per gli errori che IO scelgo di commettere. Fare errori per conto terzi è una cosa che non mi affascina.

Il punto però, è questo: ma invece di parlare di PATRIA, di ONORE, non vogliamo farci un'altra domanda? Ovvero: PERCHE' QUELLE PERSONE ERANO LI'?
Quei sei uomini, in un paese che funziona come si deve, non dovevano nemmeno essere lì. Non c'era motivo. E non è che lo dico io, lo dice la costituzione, all'articolo 11. Per cui posso essere triste per i sei morti, ma non piangerò per i soldati. Perchè, nella mia personalissima visione della vita, un individuo con divisa e fucile che invade un paese non può in alcun modo classificarsi come EROE. E i commenti di odio puro che ho letto nei confronti della popolazione afghana tendono a darmi ragione.

Ma, d'altra parte, questo paese elegge ad eroi le persone più impensabili, quindi c'era serenamente da aspettarselo.


"La Patria è l'ultimo rifugio delle canaglie"

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permalink | inviato da LuceLunare il 21/9/2009 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
POLITICA
3 agosto 2009
Se pensavo
che non potesse andare peggio, oggi ho letto QUESTO.
Nient'altro?

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permalink | inviato da LuceLunare il 3/8/2009 alle 21:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
2 agosto 2009
Non bastano
Le polemiche che certi politici riescono a sollevare durante le commemorazioni della Strage di Bologna. Politici che si aspettano di essere accolti a braccia aperte per chissà quale assurdo motivo, e che si stupiscono di essere fischiati quando rappresentano un governo che ancora NASCONDE le vere responsabilità e implicazioni di quella strage.

No, non bastano.
Devo sfogliare il sito dell'ansa (i telegiornali me li risparmio, grazie) e trovare delle dichiarazioni di BAGNASCO sulla pillola RU486. Bagnasco. Che, nella mia ottica, è solo un nessuno. Un nessuno che non ha figli. Non li avrà. E, a meno di sorprese, non ha nemmeno un utero. Un nessuno che rappresenta un'istituzione marcia (l'ennesima), maschilista (le suore non fanno messa nè ricevono confessioni, mi risulta), criminale, fascista.
E quest'uomo, da parte della sua istituzione, ha anche la presunzione di sparare sentenze, di dire che questa pillola renda "tutto più facile". Non so, forse il signor Bagnasco ama il sangue, il dolore, la vergogna e la colpa. Di certo non ama la sicurezza delle donne, non ama le donne in sè.
Se fosse solo questo ("solo"...io ancora mi chiedo perchè le maggiori testate nazionali continuino a pubblicare le opinioni personali di costoro, che SULLA CARTA non dovrebbero certo avere influenza sulle decisioni di uno stato laico), ci potrei forse passare sopra.

Solo che non bastava nemmeno questo.
In fondo all'articolo in questione, leggo l'opinione PREZIOSISSIMA della Binetti. Una che fa parte del PD. Una che siede in parlamento col cilicio alla coscia. Che, se fosse solo questo, fatti suoi. Ma no, la signora, fedelissima dell'opus dei, non si sente di trattenere la sua lingua papista:
- con la Ru486 si torna all'aborto "fai da te" -

Lo schifo mi pervade. Il nostro paese si dimostra, anche in questa caldissima domenica d'estate, schiavo dei silenzi, dei poteri forti, di una chiesa retrograda e di un partito di "centrosinistra" che annovera al suo interno il peggio dell'umanità.

Qualcuno mi chiamerebbe "comunista". Non so se sono una comunista. So che sono stanca di questo paese, e vorrei essere ancora qui per vederlo cambiare.
Se mai cambierà.




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permalink | inviato da LuceLunare il 2/8/2009 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sentimenti
24 luglio 2009
Ci vediamo! (sì, voi forse)
Dopo aver fatto il rinnovo della patente e aver scoperto che - con gli occhiali - il mio occhio destro ha 5/10 e non 10, decido di andare a fare un controllino e - perchè no - rifarmi gli occhiali.

Descrivo la visita esattamente così com'è andata:

LL "Sa, credo che la vista mi sia calata un po', negli ultimi tempi"
DOC "Mmmmmm sì, in effetti un pochino sì. Ma il problema non è tanto quello"
LL "No?"
DOC "No, il problema è che lei è anche un po' astigmatica"
LL "Come, astigmatica?"
DOC "Sì, ma è inutile correggerlo, è proprio poco. E poi stia tranquilla: c'è nata"
LL "ah, allora..."
DOC "Forse legge troppo...Ecco, dovrebbe leggere un po' di meno, può?"
LL (accasciata al suolo, priva di sensi) "..."

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permalink | inviato da LuceLunare il 24/7/2009 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sentimenti
9 luglio 2009
Quei piccoli riepiloghi
che uno si fa ogni tanto, no?
quelli in cui ci si autoflagella per gli errori commessi, le sviste, le distrazioni, le perdite di tempo.

Beh, io voglio smettere.
Smettere di pensare che avrei dovuto fare le cose in un altro modo. Le ho fatte in un certo modo e avevo sicuramente i miei buoni motivi, anche se ora non li ricordo.

Ora sono felice, e non permetterò alle pippe adolescenziali di rovinarmelo.
Non bisogna mica essere tormentati a tutti i costi, anche se forse essere felici è demodè e anche un po' noioso.
Anche se probabilmente la mia felicità l'ho rubata a qualcun altro.

Sono felice perchè sento di essere sulla strada buona, finalmente.
Sono felice perchè ho fatto tutto il possibile in molte situazioni, e se le cose sono andate male, beh...
cazzo, mica è stata colpa mia.

Mi preparo ad un'estate romana rovente e soffocante come al solito, libera da persone pesanti, circondata solo dalle cose che amo.
Non esco tutte le sere, non giro per locali, non torno all'alba come era mia abitudine tempo fa, uscendo da letti e case che non erano i miei, confrontandomi con le piccole stupidità altrui, le piccole debolezze di comodo e le grandissime falsità. Non devo confrontarmi a forza con le chiacchiere di chi non ha una propria vita e quindi parla di quella degli altri.
In un altro momento storico avrei sofferto la solitudine.

Non mi sento sola.
Non sono sola.
E non mi manca nulla.



Dolce Notte.

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permalink | inviato da LuceLunare il 9/7/2009 alle 0:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
CULTURA
14 giugno 2009
Fincipit/2
Capita anche a te
di pensare che al di là del mare
non c'è proprio niente?



permalink | inviato da LuceLunare il 14/6/2009 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Ho appena riletto (con piacere e sofferenza): Michael Ondaatjie - Il paziente Inglese Nick Hornby - Alta Fedeltà Sono: estremamente stressata In più: continuo a perdere oggetti in giro per casa SE PROPRIO VOLETE CONTATTARMI IN PRIVATO potete scrivere a littleluna[at]libero.it Rispondo anche agli insulti, purchè cortesi
 



IL CANNOCCHIALE