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LuceLunare
Ogni STOP è solo un altro START
LAVORO
15 giugno 2007
Sono ricercata
Come insegnante privata, dico.
Antefatto:
Qualche giorno fa mi telefona la mia prima studentessa. Roba di dieci anni fa. Mi chiede se lavoro ancora, perchè una sua amica cerca delle ripetizioni per la figlia. Dico, ok, anzi meglio, così quest'estate riesco a non rmanere proprio a secco. Mi dice che allora darà il mio numero a questa signora.
Fatto:
Ieri mi chiama una donna, N. Mi dice che chiama perchè la figlia della compagna del suo amico d'infanzia (fatevi un'idea del giro) ha bisogno di ripetizioni di greco, e lei sta cercando una brava davvero. Lusingata, dico. Mi chiede le mie tariffe, la mia disponibilità. Poi, la mazzata.
"La ragazza abita a Piazza Buones Aires".
Ora, magari voi non siete di Roma o, pur essendolo, non sapete in quale quartiere io abiti. Ho fatto una mappetta per farvi capire qual'è la distanza. Sulla carta son 47 km, e la mappa dice che ci voglione 43 minuti. Sì, se tutta la popolazione di Roma sparisse per far passare me in macchina. Farsi mezzo raccordo poi non è che sia questa avventura fantastica. Lo faccio presente alla signora N. Le dico che per me spostarmi così tanto equivale a perdere tantissimo tempo (e tantissima benzina), cosa che poi chiaramente finisce per essere ricaricata sul costo delle ripetizioni, cosa non molto conveniente. Da 20 euro ad almeno 60 euro all'ora c'è una signora differenza, credo.
La signora mi dice "Il lato economico non è un problema" e poi, per spiegarmi come mai la ragazzina non può essere portata lei da me - se proprio vogliono me - è che la madre fa dei turni assurdi al lavoro, perchè è *** (e dice il nome di una stranota dj radiofonica. Ma non stranota a Roma, stranota in Italia).
Un po' la cosa mi ha infastidito, vi dirò.
Perchè se da un lato è allettante avere qualcuno disposto a pagare letteralmente QUALSIASI CIFRA per avermi come insegnante di ripetizioni, dall'altro mi infastidisce un po' che:
- io venga chiamata da un'intermediaria
- salti fuori il nome della mia ipotetica datrice di lavoro solo quando mi rifiuto di passare ogni giorno 4 ore della mia vita a imprecare contro il traffico.
Sono stata ferma, però.
Ho detto: Guardi, il fatto è questo. Se vogliono me, io lavoro qui, a casa mia. Fosse stata Ostia pure pure, ma oltre i confini della XIII non è conveniente muovermi nè per me nè per loro.
La signora ha detto che parlerà con i genitori della ragazza e che semmai mi chiameranno loro.

Ho pensato alle pretese assurde della gente (non ci sono persone che fanno ripetizioni, lì vicino?) e son sempre più convinta di aver fatto bene a rifiutare, anche se mi avessero pagato sessanta euro l'ora.
Come ho detto a Bimba: "Marchettara sì, ma a casa mia!"



permalink | inviato da LuceLunare il 15/6/2007 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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Ho appena riletto (con piacere e sofferenza): Michael Ondaatjie - Il paziente Inglese Nick Hornby - Alta Fedeltà Sono: estremamente stressata In più: continuo a perdere oggetti in giro per casa SE PROPRIO VOLETE CONTATTARMI IN PRIVATO potete scrivere a littleluna[at]libero.it Rispondo anche agli insulti, purchè cortesi
 



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