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LuceLunare
Ogni STOP è solo un altro START
sentimenti
21 febbraio 2010
Non ho più tempo
per chi non ha tempo per me.
Per chi riesce a giustificare ogni proprio comportamento scorretto, convinto che tanto tu sarai sempre lì ad aspettare.
Per chi è sempre quello con i problemi più grandi, i dolori più atroci, i sentimenti più forti.
Per chi non ti sa difendere, quell'unica volta che la decenza lo richiederebbe.

Sono tendenzialmente accomodante. Sono così, tendo a voler capire e perdonare tutti.
Ma - in fondo - perchè mai devo farlo?
Quando mai nei miei confronti è stata mostrata uguale pietà, uguale compassione e comprensione?
E poi io non sono una da sceneggiata.
Non sbatto porte, non rompo bicchieri, non urlo.
Semplicemente certe volte - certe rare volte - qualcosa dentro di me si spezza, e smette di funzionare.


E non ricomincia più.

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sentimenti
9 luglio 2009
Quei piccoli riepiloghi
che uno si fa ogni tanto, no?
quelli in cui ci si autoflagella per gli errori commessi, le sviste, le distrazioni, le perdite di tempo.

Beh, io voglio smettere.
Smettere di pensare che avrei dovuto fare le cose in un altro modo. Le ho fatte in un certo modo e avevo sicuramente i miei buoni motivi, anche se ora non li ricordo.

Ora sono felice, e non permetterò alle pippe adolescenziali di rovinarmelo.
Non bisogna mica essere tormentati a tutti i costi, anche se forse essere felici è demodè e anche un po' noioso.
Anche se probabilmente la mia felicità l'ho rubata a qualcun altro.

Sono felice perchè sento di essere sulla strada buona, finalmente.
Sono felice perchè ho fatto tutto il possibile in molte situazioni, e se le cose sono andate male, beh...
cazzo, mica è stata colpa mia.

Mi preparo ad un'estate romana rovente e soffocante come al solito, libera da persone pesanti, circondata solo dalle cose che amo.
Non esco tutte le sere, non giro per locali, non torno all'alba come era mia abitudine tempo fa, uscendo da letti e case che non erano i miei, confrontandomi con le piccole stupidità altrui, le piccole debolezze di comodo e le grandissime falsità. Non devo confrontarmi a forza con le chiacchiere di chi non ha una propria vita e quindi parla di quella degli altri.
In un altro momento storico avrei sofferto la solitudine.

Non mi sento sola.
Non sono sola.
E non mi manca nulla.



Dolce Notte.

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sentimenti
3 marzo 2009
Che se poi mi si chiede
perchè non mi confido più, perchè mi rumino ogni cosa dentro senza parlarne, beh, di risposte ce ne sarebbero molte.
Ci sarebbe da dire che mi sono abituata così, grazie e buonasera.
O che ho smesso di considerare la confidenza una cosa dovuta.
O che lo sforzo di farsi capire, di spiegare, di rendere tutto chiaro alle volte è solo tempo sprecato.
O che tanto, quando sono stata davvero col culo per terra, ho dovuto tirarmi su da sola, chè si vede che gli altri erano distratti, in quel momento.

O che ho sviluppato un insano terrore di farmi vedere fragile, di farmi vedere umana, o forse una spiacevole convinzione che a nessuno piaccia vedere un attore senza trucco.
E non è vittimismo o lagna, è solo lucidità - una lucidità che mi sforzo di conservare anche quando tutto intorno a me preme perchè io sia un po' meno razionale, un po' più schizoide.
E in fondo un po' schizoide lo sono, ma sulle cose in cui posso permettermi di esserlo, su quelle che non implicano confidenze.
La prima volta accadde anni fa, non ricordo nemmeno quanti.
Avevo accompagnato un delizioso collega d'università, un maestro elementare nonchè pianista, a Pomezia o giù di lì. Poi gli avevo detto "Lasciami all'Eur, torno a casa coi mezzi, non disturbarti, ti ho accompagnato volentieri". Lui aveva insistito per portarmi fin sotto casa e, lungo la strada, mi disse:
"una cosa che mi piace molto di te è la tua riservatezza".
Lì per lì pensai che fosse uno scherzo, riservata? io? AH!
Invece era vero, e lui, Claudio, che non era proprio un omino di merda come molti, l'aveva colto. Dò l'impressione di parlare molto di me, anche ai semisconosciuti. Ed è così. Parlo molto di me, tralasciando le cose essenziali. Chiedo tante cose sugli altri, cercando di evitare gli affari che mi sembrano troppo personali. Se vuoi dici, se no da me non arriverà una domanda diretta, a meno che non ci conosciamo da talmente tanti anni che una domanda diretta non mi sembra più una mancanza di rispetto.

Stasera mi hanno chiesto perchè non mi confido.
E vorrei spiegare tutte queste cose, e dire che non è mancanza di fiducia, non è eccesso di indipendenza, è semplicemente che in quest'era in cui ogni minimo sentimento va sbandierato e analizzato sotto gli occhi di tutti, in cui la condivisione sembra forzata, beh... io non mi trovo bene.
Penso che quando qualcuno mi dice una cosa personale quella sia un dono. E come tale la tratto.
E, allo stesso modo, doso le MIE cose personali.

Non sono scostante.
E' solo che - forse siamo rimasti in pochi - riesco ancora a provare pudore.

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sentimenti
26 dicembre 2008
Se sapessi spiegare
cosa mi disturba
se lo sapessi capire anche io
se più le omissioni (che è un termine carino per chiamare le bugie), omissioni fatte mentre mi si accusava di star facendomi i cazzi miei
se più l'idea che c'era qualcuno a raccogliere le tue confidenze, le tue carezze o i tuoi pensieri
qualcuno che hai baciato, cui hai detto "ti amo"
se il fatto che io sapevo già, lo sentivo, era una cosa che mi urlava dentro
se il fatto che in fondo sti cazzi, se non sei in grado di gestire la tua vita mica è colpa mia
se il sentirmi dire che ancora non lo sai
se il vedere che in fondo fai sempre le stesse cose, non ne esci, e chissà se ne vuoi uscire
se il mio maledetto vizio di essere sempre io a consolarti, anche quando hai sbagliato tu, hai ferito tu
se il pensiero che non sarebbe successo se ti fossi rimasta incollata, ma cazzo, non sono la tua balia, e poi diciamolo pure, tu volevi che io stessi lontana
se il ripensare ancora a tutte le volte che tu dicevi che ti stavo impedendo di vivere, e intanto ti scopavi un'altra povera stronza, una stronza che probabilmente ti ha visto laurearti, e quella sera ha festeggiato con te, mentre io come una cogliona mi son sentita dire "sono stanco, ma esco coi colleghi del'università, almeno sto vicino casa"
se il chiedermi se alla fine è vero che nessuno è indispensabile, o se magari mi odii per qualcosa, qualcosa che sono e che non posso cambiare
se il rigirarmi nella testa tutte le cose cattive che mi hai detto, alcune senza rendertene conto

Non lo so, cosa mi disturba. E, qualunque cosa sia, di sicuro non mi impedisce di volerti ancora bene, e di preoccuparmi per te, quando un'altra ti avrebbe già dato fuoco a casa. Non voglio una medaglia, non me ne faccio niente, certe volte mi prenderei a schiaffi da sola. Vorrei che tu non dessi per scontato il perdono, o la comprensione, vorrei che tu capissi che il perdono e la comprensione costano care, ti levano pezzi, e se non piango non è perchè non faccia male, e se fa male è più colpa mia che tua, colpa mia che permetto ancora a queste cose di ferirmi, di mordermi e strappare brani di me, e colpa mia che penso ancora che capire e perdonare mi facciano meno male di dire addio.

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sentimenti
28 febbraio 2008
and i feel like oh so full of wind
Non so
è un misto di senso di colpa e desiderio di abbandono totale, di risate e dolori inflitti e subiti, è la paura di perdere una cosa che comunque hai considerato tanto a lungo LA cosa, ma anche di lasciarti sfuggire la prima persona che da un anno e mezzo quasi ti fa sentire così leggera e verde e felice e piena di vento.
E' il contrasto fra la fermezza dell'abbraccio del Vipero, la sua forza, la sua mascolinità adulta, e la delicatezza della carezza di F., il peso dolce della sua testa sulla mia spalla, quello sguardo fondo fondo e grande.
Il contrasto fra l'uomo con cui eri convinta di costruirti l'esistenza futura e il ragazzo che ti è piombato nella vita dal nulla.

Sarebbe facile, tirando una monetina.
Così, fatevelo dire, è un bel cazzo di casino.

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sentimenti
12 dicembre 2007
E' notte
 e non dormo. Mancano pezzi, frammenti, briciole. Mancano cose grandi cui stringersi per scaldarsi. Manca la luna, è una stupida notte buia. Manca il vento, e io amo il vento, mi fa sentire pulita e leggera e mi riempie le braccia. Mi manca il mare, non quello isterico dell'estate, no. Il mare indifferente dei primi freddi, quello mi manca.
E detesto finire a fare l'inventario delle cose che non ho. Le uniche che mi servirebbero davvero.

Certe cose non si possono spiegare, si capiscono o no. E' questa l'incomunicabilità. E non si può rinunciare a qualcuno che capisce. Io non rinuncio, sai?

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sentimenti
27 novembre 2007
Vade retro, introspezione!
No, e non mi dite nulla?
Introspetto (si dirà?) a ruota libera, riporto minidialoghi e incubi...Gesù, inizia a sembrare un emo-blog! No, basta introspicere! Leggerezza! Un filo di superficialità! Gioia a pioggia su di me!
...
Non ci avrete creduto, eh?
Alienazione a gogo. Tanta, eh. Poche soddisfazioni (ho una ragazzina nuova, bella come un fiore, intelligente, dolce, solo molto molto poco preparata su qualsiasi argomento, che mi venera. Mi venera, cazzo, sembra che per lei io sappia tutto lo scibile umano. Esco da casa sua più ricca di trenta euro ogni volta, e profumo di zucchero filato - l'ego, ricordate? - E mi fa anche scrivere frasi infinite tra parentesi), molto mal di testa. Ho una tazza color carta da zucchero sul comò da almeno una settimana. Ci ho bevuto il caffellatte freddo martedì scorso. Ora mi chiama per nome. Tra un po' le insegnerò a guidare. Chissà, magari la vedrò laureata. Mi giro intorno (sul posto, non c'è spazio) a guardare la mia stanza. Libri e polvere e polvere e libri. Ho finito le mensole. Quando morirò vorrei essere ricordata così: una piccola stanza piena di libri. Un po' come la mia testa. Ascolto industrial-metal tedesco. Ho il posacenere colmo. Anche il cestino della carta straccia. E la mia sedia è sepolta sotto dodici chili abbondanti di vestiti, sto scrivendo in piedi. Che poi i vestiti, una volta fuori dai cassetti, sembra si riproducano. Lasci un paio di jeans sul letto? Tempo tre ore son diventati un jeans e una maglietta. Un po' inquietante, ma ci si fa l'abitudine.
L'altra sera ho detto al Vipero: Se torniamo insieme entro due anni voglio un figlio. Lui dice che non siamo pronti. Lui lo dice. E forse non ha tutti i torti. Vedo i pezzi scombinati della mia esistenza, le mie inflessibilità sempre molto inutili e le mie morbidezze prese per scontate e mi rendo conto che forse non sono molto in grado di badare nemmeno a me stessa, figuriamoci a un fagiolino tutto nuovo e indifeso. O forse sono in grado di badare a me stessa solo finchè bado a qualcun altro. Nel frattempo, accumulo nevrosi. E quando ne facciamo il computo, con la Tedesca, ci troviamo sempre molto normali, molto sane, io e lei. Questo forse dovrebbe dirmi qualcosa.
Forse è sempre solo che sono girata nella direzione sbagliata. Noto le cose sbagliate. Non mi proietto nel futuro, mentre altri lo fanno. Ma io ho smesso anni fa. Amo gli oggetti che possiedo, quelli che mi son comprata da sola, i libri che ho sfogliato e sottolineato, i film visti e rivisti e imparati a memoria. Sempre molto meno traditori delle persone, sempre molto più rassicuranti. Non mi annoiavo da piccola, quando avevo la febbre. Stavo rovente sotto strati di coperte, a leggere. Ricordo ancora una febbre natalizia (io mi ammalavo solo durante le feste, pensate che razza di nerd ero) passata a leggere annebbiata dal delirio misto di influenza e novalgina, un vecchio isaac asimov presenta, sarà stato del 71 forse. Ricordo le parole coi margini sfocati.
E adesso, che ho una febbre diversa, una febbre quieta e fredda, farò lo stesso. Mi infilerò sotto le coperte con un libro fra le mani, ad aspettare il sonno, il dolcissimo sonno, la piccola morte, sperando che duri tanto. Sperando di svegliarmi meno disordinata e con meno tendenza al monologo interiore di così. Che magari scriverò qualcosa di divertente. Via, lo so che vi siete fermati ai tre puntini di sospensione all'inizio.
Abbiate pazienza, sto recuperando i pezzi, non ci vorrà molto.

Dolce Notte

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sentimenti
20 novembre 2007
Mestizia portami via
 Niente di cui esser felici è uguale a tutto di cui esser tristi?

Forse ascoltare i Kings Of Convenience non aiuta, è vero. Sono la vacuità, la sospensione, la ripetizione, che mi annullano. Ogni giorno uguale all'altro. Ogni mio errore uguale all'altro, e poi dicono che si impara. Forse sono solo un po' lenta, e quando avrò capito, finalmente, avrò novant'anni (arrivarci).
Eppure, poi, mi trovo con quella strana sensazione di peso nella testa, che prelude alla scrittura, al pensiero ridotto all'osso, al verso, massimo due, alla rima in inglese, che non so perchè ultimamente le uniche cose che scrivo sono in inglese, starò raggiungendo il bilinguismo?

Annuso l'aria, penso al fresco quieto dell'Irlanda, alla calma, ai rumori attutiti.
Ai miei diciott'anni così brevi.

Eppure penso sempre che
Every scar is a gift, every pain a bliss.

Dolce Notte

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permalink | inviato da LuceLunare il 20/11/2007 alle 22:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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Ho appena riletto (con piacere e sofferenza): Michael Ondaatjie - Il paziente Inglese Nick Hornby - Alta Fedeltà Sono: estremamente stressata In più: continuo a perdere oggetti in giro per casa SE PROPRIO VOLETE CONTATTARMI IN PRIVATO potete scrivere a littleluna[at]libero.it Rispondo anche agli insulti, purchè cortesi
 



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