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LuceLunare
Ogni STOP è solo un altro START
politica interna
21 settembre 2009
Sono un po' stranita
e non so come spiegarmi, quindi come al solito ci provo per iscritto.

Accendo la TV e vedo a reti unificate l'ipocrisia, le lacrime, le immagini da regime, tutte belle incartate in una bandiera italiana. Sento parlare di PATRIA. Una parola che odio. Intendiamoci: la morte di sei persone è sempre una tragedia. Su questo non discuto. Discuto l'orgia mediatica che promuove dei "valori" altamente discutibili. Che assume ad eroi persone che stavano occupando militamente un paese straniero. Attenzione: non difendevano il proprio paese, non costruivano scuole, non "esportavano" pace e democrazia. Sparavano alla gente.

E poi c'è il culto della divisa, che è una cosa che francamente non ho mai capito. Perchè la divisa - qualunque divisa - è sempre una spersonalizzazione, una perdita d'identità. Qualche giorno fa, la mamma di uno dei miei bambini mi ha suggerito di fare un concorso che so, in polizia, per trovare un lavoro. La cosa mi ha inorridita. Fare parte di un'organizzazione che ti identifica con un numero e ti veste uguale a mille altri è una prospettiva di poco preferibile alla morte, per me. Per quanto ci siano tantissime persone che svolgono questo tipo di lavori con competenza ed equilibrio, spesso la divisa, le armi (intese in senso lato: anche il potere è un'arma) tirano fuori il peggio delle persone, o sono il rifugio di gente disturbata che sfoga i propri peggiori istinti proteggendosi dietro all'autorità.
E poi, ci si trova catapultati in un'immensa, gloriosa Norimberga, in cui tutto quello che devi fare è eseguire gli ordini. Per me, l'obbligo di eseguire gli ordini senza discutere è un'aberrazione. C'è chi ci si trova bene, chi trova un ordine in tutto questo. Per me non è così. Sono da sempre responsabile delle mie azioni e voglio continuare ad essere l'unica a pagare per gli errori che IO scelgo di commettere. Fare errori per conto terzi è una cosa che non mi affascina.

Il punto però, è questo: ma invece di parlare di PATRIA, di ONORE, non vogliamo farci un'altra domanda? Ovvero: PERCHE' QUELLE PERSONE ERANO LI'?
Quei sei uomini, in un paese che funziona come si deve, non dovevano nemmeno essere lì. Non c'era motivo. E non è che lo dico io, lo dice la costituzione, all'articolo 11. Per cui posso essere triste per i sei morti, ma non piangerò per i soldati. Perchè, nella mia personalissima visione della vita, un individuo con divisa e fucile che invade un paese non può in alcun modo classificarsi come EROE. E i commenti di odio puro che ho letto nei confronti della popolazione afghana tendono a darmi ragione.

Ma, d'altra parte, questo paese elegge ad eroi le persone più impensabili, quindi c'era serenamente da aspettarselo.


"La Patria è l'ultimo rifugio delle canaglie"

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permalink | inviato da LuceLunare il 21/9/2009 alle 17:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Ho appena riletto (con piacere e sofferenza): Michael Ondaatjie - Il paziente Inglese Nick Hornby - Alta Fedeltà Sono: estremamente stressata In più: continuo a perdere oggetti in giro per casa SE PROPRIO VOLETE CONTATTARMI IN PRIVATO potete scrivere a littleluna[at]libero.it Rispondo anche agli insulti, purchè cortesi
 



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