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LuceLunare
Ogni STOP è solo un altro START
27 maggio 2005
Nuovo temino metallico
"Heavy Metal e società. Negli anni '80 il metal era uno status e l'ascoltatore rispondeva ad una serie di requisiti fisici, ed in parte anche ideologici, che lo rendevano facilmente riconoscibile. Al giorno d'oggi invece tutto sembra molto più complesso e difficilmente catalogabile: new metal, alternative, crossover etc. hanno portato a una modificazione dell'idea e figura del metallaro. Voi come vi ponete nei confronti della musica che ascoltate? E' un semplice passatempo, una passione, una religione? E come la trasmettete al di fuori di voi stessi e della cerchia di appassionati?"

Bel temino, davvero. Rognosetto, direi. Più che altro mi toccherà ripetermi.
Vado con ordine (sparso). Il metal per me, NON è una religione. Non può esserlo, il fanatismo è aberrante ed è una cosa che ho sempre schivato. Se lo fosse, e io mi mettessi a strillare strappandomi i capelli davanti a Max Cavalera, non sarei molto diversa dalle assatanate delle diverse (diverse?) boy- band che si son susseguite negli anni, dai Beatles in poi.
Il punto è: è cambiata la musica, com'era ovvio, ed è cambiato anche lo "stile" dei metallari. Ovvio anche questo, e dettato un pò dalle nuove leve, e un pò dalla ricerca esasperata di diversità. Io amo la musica, tutta. Amo vedere i KISS che due anni fa ancora si truccavano e i concerti erano esplosioni di kitch e lustrini. Amo vedere i Manowar ancora inguainati in imbarazzanti panataloni di pelle. Amo sentire l'ultimo dei Motorhead e pensare che Lemmy, il cantante, ha quasi l'età di mio padre, eppure senti che razza di robo produce, nemmeno avesse ancora vent'anni! Ecco, amo che LORO siano così. Mi va bene andare a ballare il metal e vedere gente iperborchiata con i capelli lunghissimi e i gilet dei Metallica. Ma per me non funziona. Come non funzionva aquando ero più piccola. "Il metallaro" non è una figura esistente, è l'immagine che di noi, del bacino di utenza di una certa musica, ha la gente. Un certo tipo di gente. E se loro mi vogliono immaginare torva e cattiva ipertatuata e ringhiante facciano pure. Ad ascoltare i Death non diresti che il piccolo Chuck fosse poi quella creatura dolcissima e stupenda che era. Oddio, invec eper alcune cose lo diresti. E senti un disco, ed è ringhi, cattiveria e chitarre violentate. Poi, ti appaiono i Death sul palco. Magliette e jeans, niente di più, niente di meno. Sì, ok, capelli lunghi, ma allora ERA trasgressivo, adesso è strano il contrario. "Il metallaro" è difficilmente catalogabile? meglio, no? o vogliamo metterci addosso tutti la stessa divisa? l'appartenenza a un gruppo, o a una cerchia di persone con stesse idee e stessi ideali, non si vede dai vestiti. Che poi la gente continui a farsi venire i mal di testa per vedere di incasellare tutto, a me non importa. Come non mi importa di far sentire alcune delle mie metalcanzoni preferite alla gente con i paraocchi. Non voglio far loro credere che sia tutto epic o gothic (diciamo le cose che vanno per la maggiore fra le signorine), e se si fermano ad una chitarra un pò più pesante evitando di sentire anche le parole, beh, peggio per loro.
Una mia amica ha detto "Non riesco a sentire i Pantera, mi fanno incazzare".
Brava, proprio a quello servono. Alla fine ognuno sceglie la propria colonna sonora per la vita. La mia è anche metal, e se qualcuno entra nella mia vita, avrà un piccolo pezzetto di colonna sonora metal, suo malgrado. Se non la vorrà, si vede che non era il caso che ci entrasse, nella mia vita. Il metal non è UN GENERE SOLO, sono tanti. Impossibile non trovare qualcosa che piaccia, sono i preconcetti che frenano. E vi assicuro che vedere un uomo in giacca e cravatta scuotere la testa in su e in giù sull'autobus mimando con le mani un assolo di chitarra è davvero la più grande manifestazione di come poi quel che conti di meno siano proprio le etichette.



permalink | inviato da il 27/5/2005 alle 20:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
29 aprile 2005
Come sono diventata una metallara e come l'han presa i miei (Articolo per la Lega metallica)
Ebbene sì, non ho resistito. Ho visto una cosa che sulle pagine del Cannocchiale andava sotto il nome di Lega Metallica e mi ci son buttata a pesce. Anche se poi sono una metallara un pò atipica. E, mentre gli altri hanno già raccontato come sono arrivati a questa musica, io devo ancora farlo.
In realtà non è che ci son proprio proprio arrivata. Diciamo che ci son caduta dentro, come in una pozzanghera. Diciamo che quando hai dei fratelli maggiori e desideri ardentemente essere come loro perchè sono grandi e maschi e bravissimi, ascolteresti anche i gargarismi del vicino di casa ultracentenario, se a loro piacessero. Per mia fortuna a loro i gargarismi del vicino non interessavano. A loro interssavano tantissime tipologie di musica, che io amo tutte. A uno in particolare piaceva l'hard rock( mi duole, ma gli Ac/dc non li chiamo metal, io). E allora ti metti lì, piccola tondeggiante e scemotta, ad ascoltare tutto. E questa è la riprova della grandezza della musica. Se è arte, piace anche a un bambino. Anzi, a una bambina. E quindi ho passato i miei primi anni a fare il passetto dell'oca come Angus Young o a fare il tapping sui manici di scopa cercando di imitare l'unico splendido meraviglioso Eddie Van Halen.
Alle medie ho smesso. Ho smesso perchè in fondo non riesco a cristallizzarmi su un unico genere, e c'era davvero TROPPO da sentire. I Dire Straits, i Police, gli U2, il Boss... li ho amati tutti, mettendo da parte le schitarrate violente per una malinconia adolescenziale veramente tipica. Al liceo c'è stato il "revival" del metal. In pochi fra i miei amici sentivano i Van Halen o gli Ac/dc, era tutto un fiorire di Metallica, Maiden, e poi il grunge, chitarre sporchissime e annessi. Ho resistito fino a quest'anno prima di comprare una maglietta col nome di un gruppo metal. Perchè in realtà di tipicamente metallaro non ho nulla. Nè l'abbigliamento, nè il fiorire di piercing tatuaggi borchie in ogni dove. se vi sembra che io sia fuori tema è solo perchè dovete capire che io ho fatto avanti e indietro col metal. Un pò sì, un pò no. Un pò non potevo nemmeno avvicinarmici, schiava di quei pregiudizi che vogliono il Rock pesante come musica da cafoni incompetenti, e un pò ritornavo ad ascoltare tutto di nascosto, con somma gioia e supremo disprezzo per la musichetta pop stagionale di turno. Ora lo mischio. Sono capace di sentire nell'arco di dieci minuti un pezzo dei Pantera e il chiaro di luna di Debussy. Senza riportare ghravi danni al cervello, a mio avviso.
I miei non hanno dovuto "prendere" questo mio viraggio alla musica dura in nessun modo. Lo ripeto, per me la musica è sostanza, non apparenza. Mi dà fastidio essere guardata ed etichettata. Per cui delle quattro magliette dei gruppi metal che ho, con una ci dormo (quella dei Manowar che mi sta enorme) e con le altre esco raramente, a meno che io non debba andare a ballare il metal. Non vado in giro come una leccatrice di lapidi, nè come una strega, nè come un elfa. Ma ciò non vuol dire che non lo sia. Solo, lo devo sapere io. Il giacchettino trequarti di pelle non è indicativo, ormai lo portano tutti. Forse è solo il rumore che sentirete uscire dalle cuffie del mio discman che può darvi un indizio. Sarà per questo che l'unico commento che ho ricevuto in famiglia è stato un "Una sorella metallara!" da mio fratello maggiore. A mia madre risparmio il volume esorbitante a cui ascolto la musica semplicemente usando le cuffie. Al limite mi sentirà saltellare sul parquet di camera mia. Sai che dramma.
In sostanza, non c'è stato nulla di traumatico. Ho amici che ascoltano la mia stessa musica e amici che sentono tutt'altro. Non c'è separazione, nè ghettizzazione. E non credo di dover per forza mostrare fuori quel che sento dentro. Se mi incontraste per strada, vedreste una semplicissima ragazza di venticinque anni come ce ne sono davvero tantissime (a parte il fatto che io sono incredibilmente bella)...e questo serve a conservare la mia libertà di essere quel che sono e ascoltare quel che voglio senza che nessuno ne sappia nulla e si permetta così il lusso di giudicarmi.



permalink | inviato da il 29/4/2005 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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Ho appena riletto (con piacere e sofferenza): Michael Ondaatjie - Il paziente Inglese Nick Hornby - Alta Fedeltà Sono: estremamente stressata In più: continuo a perdere oggetti in giro per casa SE PROPRIO VOLETE CONTATTARMI IN PRIVATO potete scrivere a littleluna[at]libero.it Rispondo anche agli insulti, purchè cortesi
 



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