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LuceLunare
Ogni STOP è solo un altro START
LAVORO
19 dicembre 2009
Morirò sola e disoccupata
Se continua così, sì.
E non riesco più a leggere le stronzate di "emigra, figlio mio" e simili. Emigro dove? In un' Europa quasi interamente in crisi, in un' Europa dove non è che stiano esattamente bramando storici della letteratura con una tesi di lingua latina. Sono troppo vecchia per essere un'immigrata che lavora al McDonald di qualche città in cui non parlano la mia lingua. Se l'avessi saputo, l'avrei probabilmente fatto prima. Invece di studiare.
Ora invece sono vincolata dalla rabbia ottusa di chi vuole quello che gli spetterebbe e dalla viltà di chi non riesce a mollare tutto per lavare cessi in una stazione di Parigi.
Non lo so nemmeno, il francese. Al massimo riesco a dire "sono una cittadina italiana, può indicarmi l'ambasciata?", come mi insegnò mio padre quindici anni fa dentro al Louvre.

Mi fa rabbia l'incomprensione dei miei, e degli altri della loro generazione, per i quali il lavoro "arriverà".
Negli ultimi due anni avrò mandato migliaia di curriculum, anche per posti da segretaria, da portacaffè, da fotocopiatrice provetta. Non UNA risposta. Anzi, una sì: da una scuola inglese. Cortesemente, mi dicevano che non ero utile. Anche se negativa, una risposta ti fa sentire che esisti, in qualche modo. Il silenzio invece ti insulta. Ti affibbia un numero.
Salve, sono la sfigata 1837648.

E penso alla stronzata di "emigra, figlio mio". Un ingegnere può emigrare. Un biochimico. Un qualsiasi cazzo di tecnico di qualcosa. Ma io?
Ma poi è giusto davvero emigrare, non impuntarsi sull'ingiustizia di un paese che spende e spande per i militari ma risparmia sull'istruzione e ignorare lo sguardo supponente di quelli cui dici che sei laureato in lettere e ti guardano come se avessi pettinato bambole tutta la vita, o peggio, ti guardano anche con un filo di schifo: in fondo, tu, cosa PRODUCI?

E, dato che in questo paese, in questo momento storico, in questo emisfero, in questa "cultura", se non PRODUCI non sei nulla, so che rimarrò così. Senza la possibilità di farmi una vita mia. Senza il coraggio - o la stanchezza - per andarmene e mandare tutto al diavolo.

Io vorrei solo che molti capissero che non è la produzione che conta. Non saprei costruire un motore 4 tempi (ma nemmeno 2), e allora?
Io "produco" libero arbitrio.
Sicurezza. Preparazione. Passione per la conoscenza. Consapevolezza di se stessi nell'immenso nastro di Möbius della storia. Senso critico. Ribellione. Indignazione.
So che è roba che non si compra - e non si vende - ma non voglio proprio rassegnarmi a pensare che non serva a nulla.



permalink | inviato da LuceLunare il 19/12/2009 alle 22:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
vita scolastica
1 luglio 2007
Valutazioni
I tre piccoli (il Ciccio, Dede e il Laconico) hanno ricevuto il risultato del loro esame di terza media.
Sufficiente. Tutti e tre.
Sono avvelenata, e vi spiego anche perchè.
Se i professori hanno tenuto conto dell'andamento durante l'anno scolastico, Ciccio avrebbe dovuto prendere buono, e gli altri due sufficiente.
Se i professori hanno tenuto conto della resa all'esame, Dede e il Ciccio avrebbero dovuto prendere buono e il Laconico sufficiente.
Mi sfuggono gli assurdi criteri di valutazione seguiti, visto che un loro compagno di classe, che ha interrotto l'esame mandando apertamente i professori a fare in culo e cacciando un'elegantissima bestemmia mentre era ancora sull'uscio, bestemmia udibile anche sulla Mir, a quel che mi hanno detto, è stato promosso anch'egli con sufficiente. Cos'è, se lo volevano togliere dai piedi? Ma bravi.
Questi hanno sbagliato lavoro e ancora insistono a rubare soldi allo Stato.



permalink | inviato da LuceLunare il 1/7/2007 alle 16:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
vita scolastica
19 giugno 2007
Poi dice "non ti commuovere"
Mi vogliono male.
Cioè, no, mi vogliono bene, ed è questo il problema.
Mi arriva un messaggio della mamma del Ciccio
"Grazie per esserci stata tanto vicino e aver sopportato le mie ansie. Ti vogliamo bene. S. e il Ciccio"
Basterebbe questo a stroncare fisici più possenti e meglio allenati del mio.
Ma no! Mettiamoci il carico.
Forse non vi ho detto che un paio di settimane fa ho fatto l'ultima lezione dell'anno alla Piccola Speciale. Quando sto per andare via mi porge una bella confezione blu e un bigliettino. All'interno della confezione un bagnoschiuma e un latte corpo allo zucchero filato della Aquolina (sa che mi piacciono, mi vizia, la Piccola).
All'interno del bigliettino, la seguente frase:
"Per S. Ti voglio bene e ti rigrazio per quello che mi hai nisegnato. Ti voglio bene da F" ( gli errori sono dovuti a quella fastidiosa dislessia che sembrava debellata invece continua a fare capoccella)
Dopo avermi così regalato materiale da commozione per i prossimi cinque anni, oggi la Piccola mi chiama. Sono usciti i quadri. Tutti "buono", un "distinto" e un "ottimo". Voglio dire, mica stiamo pettinando le bambole, qui.
Mi passa la nonna, emozionatissima, felice, mi ringrazia per l'ennesima volta, e mi dice che tanto ci vediamo a luglio. Dovremo iniziare i compiti per le vacanze.

Voglio vedere come farò a non tenermela abbracciata per due ore, quella Principessina, altro che compiti.



permalink | inviato da LuceLunare il 19/6/2007 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
LAVORO
15 giugno 2007
Sono ricercata
Come insegnante privata, dico.
Antefatto:
Qualche giorno fa mi telefona la mia prima studentessa. Roba di dieci anni fa. Mi chiede se lavoro ancora, perchè una sua amica cerca delle ripetizioni per la figlia. Dico, ok, anzi meglio, così quest'estate riesco a non rmanere proprio a secco. Mi dice che allora darà il mio numero a questa signora.
Fatto:
Ieri mi chiama una donna, N. Mi dice che chiama perchè la figlia della compagna del suo amico d'infanzia (fatevi un'idea del giro) ha bisogno di ripetizioni di greco, e lei sta cercando una brava davvero. Lusingata, dico. Mi chiede le mie tariffe, la mia disponibilità. Poi, la mazzata.
"La ragazza abita a Piazza Buones Aires".
Ora, magari voi non siete di Roma o, pur essendolo, non sapete in quale quartiere io abiti. Ho fatto una mappetta per farvi capire qual'è la distanza. Sulla carta son 47 km, e la mappa dice che ci voglione 43 minuti. Sì, se tutta la popolazione di Roma sparisse per far passare me in macchina. Farsi mezzo raccordo poi non è che sia questa avventura fantastica. Lo faccio presente alla signora N. Le dico che per me spostarmi così tanto equivale a perdere tantissimo tempo (e tantissima benzina), cosa che poi chiaramente finisce per essere ricaricata sul costo delle ripetizioni, cosa non molto conveniente. Da 20 euro ad almeno 60 euro all'ora c'è una signora differenza, credo.
La signora mi dice "Il lato economico non è un problema" e poi, per spiegarmi come mai la ragazzina non può essere portata lei da me - se proprio vogliono me - è che la madre fa dei turni assurdi al lavoro, perchè è *** (e dice il nome di una stranota dj radiofonica. Ma non stranota a Roma, stranota in Italia).
Un po' la cosa mi ha infastidito, vi dirò.
Perchè se da un lato è allettante avere qualcuno disposto a pagare letteralmente QUALSIASI CIFRA per avermi come insegnante di ripetizioni, dall'altro mi infastidisce un po' che:
- io venga chiamata da un'intermediaria
- salti fuori il nome della mia ipotetica datrice di lavoro solo quando mi rifiuto di passare ogni giorno 4 ore della mia vita a imprecare contro il traffico.
Sono stata ferma, però.
Ho detto: Guardi, il fatto è questo. Se vogliono me, io lavoro qui, a casa mia. Fosse stata Ostia pure pure, ma oltre i confini della XIII non è conveniente muovermi nè per me nè per loro.
La signora ha detto che parlerà con i genitori della ragazza e che semmai mi chiameranno loro.

Ho pensato alle pretese assurde della gente (non ci sono persone che fanno ripetizioni, lì vicino?) e son sempre più convinta di aver fatto bene a rifiutare, anche se mi avessero pagato sessanta euro l'ora.
Come ho detto a Bimba: "Marchettara sì, ma a casa mia!"



permalink | inviato da LuceLunare il 15/6/2007 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
vita scolastica
13 giugno 2007
Citazioni
Una dei miei ragazzi, Martina La Bellissima, è non solo bellissima, ma anche molto intelligente. Si sta preparando per la maturità. La conosco da cinque anni, cioè da quando ne aveva quattordici ed era una ragazzina timida che passò l'estate a casa mia a fare ripetizioni di greco e latino e che, la prima volta che si trovò seduta di fronte a me, per l'emozione fece letteralmente ESPLODERE un braccialetto di perline che torturava, nel tentativo disperato di fare bella figura.
La adoro. E lei forse lo sa. Odiava la storia e poi, a forza di farle le mie spiegazioni colorite, ha iniziato ad amarla, a padroneggiarla. Ora sta anche valutando l'ipotesi di iscriversi a Scienze Storiche.
Ho creato un mostro.
L'unico minuscolo problema è che alle interrogazioni tende ad usare quei termini non proprio ortodossi che uso io per farle ben afferrare la situazione di cui le parlo.
Per cui è capitato che, ad una domanda sulla Rivoluzione Cubana, dicesse (testuale):
"Cuba prerivoluzionaria era un puttanaio"
Puttanaio.
Puttanaio.
L'esatta parola che avevo usato io per farle capire.
Usata
ad
una
interrogazione.
Davanti
alla
professoressa.
Quando me l'ha raccontato sono sbottata
LL "Ma sei pazza? Ma come ti viene in mente?"
M "Avevo chiesto alla prof se potevo dire una parolaccia"
LL "Sì, ma cazzo, Marti, potevi usare un giro di parole!"
M "Ma secondo me come l'avevi detto tu andava benissimo"


Lo ribadisco: ho creato un mostro. Che amo alla follia.



permalink | inviato da LuceLunare il 13/6/2007 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
vita scolastica
12 giugno 2007
Marshall o la conquista del mondo
Storia. Argomento sul quale Dede, nonostante le mie spiegazioni, ha le idee confuse, molto confuse.
Forse perchè non mi ascolta.

LL "Dedina, cos'è il piano Marshall?"
D "Mmmmmmm è un piano di un tizio..."
LL "Sì?"
D "E' il piano di un tizio che si chiama Marshall"
LL "Ok. E a cosa serviva?"
D "Beh, questo Marshall voleva conquistare il mondo..."

Io sono caduta dalla sedia, lo ammetto.
Però, a ripensarci, in fondo non ha tutti i torti.



permalink | inviato da LuceLunare il 12/6/2007 alle 17:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
vita scolastica
4 giugno 2007
Oh, Ciccio, mio eroe!
Oggi, a una settimana dall'esame, interrogavo il Ciccio su tutto il programma di tutte le materie. In barba a quell'incapace della professoressa, sa tutto. E, ogni tanto, usa frasi prese pari pari dalle mie spiegazioni (ma come fa a ricordarsele tutte?).
Arriviamo a fine lezione.
LL "Ok, Ciccio, la prossima volta di nuovo mi ripeti tutto il discorso per l'esame. Mi raccomando, ripulisci l'accento. Non darle appigli. Vendicami. Dimostrale chi sei. Pulisci l'oltraggio che ci ha fatto lamentandosi di me" rido
lui, serissimo "Sarò la tua RAF e lei la Luftwaffe. Io Stalingrado e lei i tedeschi. Non temere"

Mio fantastico, storico, eroico Ciccio.



permalink | inviato da il 4/6/2007 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
30 maggio 2007
La sfida è aperta
Tre dei miei ragazzini (il Ciccio, Dede e il Laconico) sono in classe insieme. Devono preparare le tesine per l'esame di terza media.
Metà classe porta come titolo "Il razzismo". Il Ciccio e un altro portano "La bomba atomica". La prof di italiano dice al Ciccio che non va bene che lui e l'altro portino la stessa cosa, ma lui ribatte che beh, almeno si distinguono da metà classe. Il Ciccio rifiuta di farsi cambiare tesina. L'altro ragazzino è costretto a cambiarla. In più questa stronza ha fatto il programma di letteratura italiana fino a Ungaretti. Ungaretti corrisponde, come epoca, al quinto capitolo del libro di storia. Rimangono "scoperti" tredici capitoli. Nessun collegamento. Il Ciccio propone di portare che so, il neorealismo, tanto è subito dopo la II guerra, andrà bene, farà una cosa in più ma pazienza.
No, niente pazienza.
La prof gli dice "Non devi dare retta a voci esterne, tipo quella che ti fa ripetizioni. Vorrà dire che calcolerò che letteratura non la porti". Il Ciccio si è fatto silenziosamente saltare i nervi.
Io meno silenziosamente.
Non so cosa mi trattenga dall'andare da quella stronza e lamentarmi:
A) per il modo in cui tratta i ragazzi
B) per il modo in cui spiega
C) per i criteri con cui assegna voti
D) per il fatto che vuole far dire ai ragazzi le cose che lei pensa, e non quelle che pensano loro.

Ora, il punto sarà trovare qualcosa da collegare in letteratura alla bomba atomica in maniera inattaccabile, di modo che questa lurida puttana abbia ben poco da dire.
E, giuro, lo farò.



permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
12 marzo 2007
Avances da galera
Come chiunque abbia dato ripetizioni sa, il periodo post-pagella è il più frenetico.
Improvvisamente i genitori si rendono conto che, se non correranno ai ripari, i loro svogliatissimi figli non passeranno l'anno.
Per cui, anche quest'anno, mi ritrovo con sei studenti da seguire, e tutta la settimana occupata.
Una di prima media, la mia piccola speciale, tre di terza media con i quali dovrò preparare anche l'esame finale (il Ciccio, Dede e il loro compagno di classe il Laconico - da me così detto perchè inizia ogni frase con "in poche parole") e due liceali, Lollino, fratello maggiore di Dede, e il suo amico Gigante, che ha diciott'anni ma è alto un metro e novantacinque per forse un centinaio di kg di peso, ed è dolcissimo e gentilissimo.
Il problema si pone, ovvio, con i diciottenni.
Lollino, lo ammetto, è un gran fico. Alto, biondo, occhi azzurri, labbra carnose, denti perfetti, bel fisico da sportivo, buon sense of humour. Quando gli faccio lezione allunga la mano e mi fa i cari sul braccio, di norma per tre secondi, perchè dopo quei tre secondi lo guardo talmente male che è costretto a ritirare l'infida appendice (la mano!).
Purtroppo faccio lezione anche a sua sorella, quindi lui magari scende dalla stanza e mi trova lì, china sui libri con Dede e, appoggiato allo stipite della porta, fa il simpatico.
L'altro giorno ero seduta appunto con Dede.
Lollino si affaccia. Mi vede seduta, con una ciocca boccoluta che cala al lato degli occhi, e abbassa lo sguardo. Avevo messo un'innocua gonnellina jeans, che però ha uno spacco proprio sulla coscia. Lì gli si è fermato lo sguardo. Vede che me ne sono accorta, rialza lentamente gli occhi, mi fa un mezzo sorriso e dice :
"Mh!", chiaro verso di apprezzamento.
Lo guardo torvissima e gli dico "Fila in camera!"
Lui sparisce dalla porta, si riaffaccia, mi risbircia la coscia e mi ridice, stavolta più marcato:
"MH!"

Ora, che devo fare?
Mettergli il bromuro nel latte?



permalink | inviato da il 12/3/2007 alle 18:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
12 marzo 2007
Rosa Luxemburg, ovvero la Pulzella D'Orlean
Ero dal Ciccio.
Si parlava della Repubblica di Weimar, dei comunisti che tentarono alcune rivolte ma furono uccisi.
Alchè gli chiedo:
"Una era una donna, dovresti ricordartela"
e lui
"Mmmm...Giovanna D'Arco!"
e io, basita
"Ma come Giovanna D'Arco! Lo sai chi era Giovanna D'Arco?"
lui, sorridente: "Certo!"
"Bene. Chi era?"
"Era...una donna...morì bruciacchiata..."
"Sul rogo"
"Eh, uguale"
"E di dov'era?"
"Di Firenze! Non era quella che combatteva contro i mulini a vento?"
Di quello che è successo dopo ricordo poco, so che mi è scoppiato un tremendo mal di testa e mi sono accasciata sul tavolo, apparentemente priva di sensi.




permalink | inviato da il 12/3/2007 alle 18:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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Ho appena riletto (con piacere e sofferenza): Michael Ondaatjie - Il paziente Inglese Nick Hornby - Alta Fedeltà Sono: estremamente stressata In più: continuo a perdere oggetti in giro per casa SE PROPRIO VOLETE CONTATTARMI IN PRIVATO potete scrivere a littleluna[at]libero.it Rispondo anche agli insulti, purchè cortesi
 



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