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La sfida è aperta

Tre dei miei ragazzini (il Ciccio, Dede e il Laconico) sono in classe insieme. Devono preparare le tesine per l'esame di terza media.
Metà classe porta come titolo "Il razzismo". Il Ciccio e un altro portano "La bomba atomica". La prof di italiano dice al Ciccio che non va bene che lui e l'altro portino la stessa cosa, ma lui ribatte che beh, almeno si distinguono da metà classe. Il Ciccio rifiuta di farsi cambiare tesina. L'altro ragazzino è costretto a cambiarla. In più questa stronza ha fatto il programma di letteratura italiana fino a Ungaretti. Ungaretti corrisponde, come epoca, al quinto capitolo del libro di storia. Rimangono "scoperti" tredici capitoli. Nessun collegamento. Il Ciccio propone di portare che so, il neorealismo, tanto è subito dopo la II guerra, andrà bene, farà una cosa in più ma pazienza.
No, niente pazienza.
La prof gli dice "Non devi dare retta a voci esterne, tipo quella che ti fa ripetizioni. Vorrà dire che calcolerò che letteratura non la porti". Il Ciccio si è fatto silenziosamente saltare i nervi.
Io meno silenziosamente.
Non so cosa mi trattenga dall'andare da quella stronza e lamentarmi:
A) per il modo in cui tratta i ragazzi
B) per il modo in cui spiega
C) per i criteri con cui assegna voti
D) per il fatto che vuole far dire ai ragazzi le cose che lei pensa, e non quelle che pensano loro.

Ora, il punto sarà trovare qualcosa da collegare in letteratura alla bomba atomica in maniera inattaccabile, di modo che questa lurida puttana abbia ben poco da dire.
E, giuro, lo farò.

Pubblicato il 30/5/2007 alle 10.47 nella rubrica Professione Professore.

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