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Cattiveria

Mi scrive la Tedesca via sms, dicendo che più si avvicina il natale e più si sente cattiva. Mi chiede se secondo me le due cose siano correlate (ovvio che sì). E chiede di quest'andazzo dove sfocerà tutto quest'astio, questo veleno, questo fastidio epidermico, questo desiderio di estinzione (altrui).
Beh, non ho soldi nel cellulare per risponderle (cosa che mi capita spesso: mia madre mi ricarica il telefono una volta al mese, io mi sputtano tutti i soldi in tre giorni e poi sto i 27 giorni consecutivi con 20 centesimi. Non ho l'animo della formica, è evidente).
Quindi le rispondo qui:

Amore, va bene. E' meglio una sincera cattiveria individuale di una falsa felicità collettiva. E' ovvio che aumenterà, come aumenta ogni giorno il computo di quegli scampati all'evoluzione che ci tocca sopportare. Quelli che se guardano in alto, nella scala evolutiva, vedono un paramecio che gli fa ciao-ciao con la manina (che il paramecio non possiede, ma moralmente chiunque ha una manina con cui fare ciao-ciao). Quelli che ci rubano ossigeno e parcheggio. E dosi di felicità che spettano a noi (credo che la felicità sia una costante, e che quindi per averne un po' la si debba rubare agli altri. Loro, i sottoparameci, ce la fanno in totale scioltezza). Quindi odia, amore, odia liberamente. Almeno eserciti il tuo spirito critico. E poi, ti dico io in cosa si sfocia:

Nell'uso del Napalm. Sì, lo so, amore, forse è proibito dalla Convenzione di Ginevra. Ma ti assicuro che la Storia ci assolverà, e tutti ci ricorderanno come salvatrici dell'umanità in disfacimento. Una bella ripulita e VIA! si prosegue il delizioso cammino dell'evoluzione senza palle al piede o fastidiosissimi pesi morti, quei darwinianamente irrilevanti che ti infastidiscono tanto.
Tesoro, la tua amica ti ama. Ed è fiduciosa per il futuro.

Pubblicato il 17/12/2007 alle 19.50 nella rubrica Discorsi da Donne.

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