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Il Crociato dell'Infelicità o Dell'Autolesionismo

Prendo spunto da un post della cara Alice per parlare di una figura a me molto nota (ma sfido chiunque a non saperne nulla).
Si parla, in sostanza, di quell'essere umano cui pare precluso - per natura o per intenti - il raggiungimento della felicità. Il prototipo standard è l'uomo che sceglie sempre la donna stronza. Ora, diciamocelo pure, in quest'era di tronisti e letterine pare che l'aggettivo "stronza" sia quasi un complimento, che essere dure, incapaci di slanci, anaffettive e isteriche sia l'obiettivo massimo cui una donna debba aspirare, una sorta di Nirvana della merdaggine umana.
Non dico essere ciniche, no.
Nè blandamente disilluse, nemmeno.
Dico semplicemente sfruttare, come un bel vampirone emotivo, il bene che ci vien dato senza peraltro preoccuparci di rimpinguare le riserve della persona che quel bene ce lo dà.
Ritorniamo così all'inizio: un Crociato dell'Infelicità è un uomo che non è riuscito a capire che essere stronzi fa schifo, e che non si cambia se non in peggio, e quindi si infogna con delle donnette cui non daremmo due lire due. Voi chiederete: Ma noi, che siam brave e dolcine e fedeli, in fondo possiamo disinteressarci di questi poveri fanciulli, no?
No.
Perchè - fidatevi - qualora il fanciullo venga spremuto del tutto dalla stronza e poi rigettato nella grande gabbia dei single, ci inciamperete voi. E lui, che con la stronza era un fiore di ragazzo, con voi sarà una merda. L'avevo detto in un post, tempo fa, è come un grande cerchio. Voi, se non siete abbastanza pronte o sagge o esperte da levarvi dai piedi in fretta, quindi, diventerete una nuova Crociata dell'Infelicità. Brave, eh.

Vi faccio un esempio, per dimostrare che non mi sento superiore o infallibile.
Anche io ho avuto un Crociato. La stronza non ero io, ovvio. Lui amava (mah) donne squallide, frivole e sciape, per poi venire a piangere da me. Io, giovane, dolce, comprensiva, ero impossibile da amare, evidentemente. Da questa situazione, ovviamente IO son diventata la Crociata, quella che amava lo stronzo senza riuscire ad uscirne, facendomi maltrattare, umiliare e prendere in giro. Finchè (grazie a dio per alcune persone è reversibile) ho aperto gli occhi. Mi sono affrancata da quell'uomo tristerrimo per veleggiare verso una vita meno da autolesionista.
Lui, che invece evidentemente era nato Crociato, ha finito per sposarsi. Con una stronza. Una di quelle che piacevano a lui. Dalla quale alla fine ha divorziato.
Bravo.

La morale, quindi, oh giovani virgulti, è: uscitene, finchè potete. La felicità si cerca, si sceglie ogni giorno. Nessuno dice sia facile, ma nessuno vi obbliga nemmeno a costrurvi la vostra bella terra santa della disperazione.

Pubblicato il 15/12/2008 alle 15.18 nella rubrica Discorsi da Donne.

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