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Se sapessi spiegare

cosa mi disturba
se lo sapessi capire anche io
se più le omissioni (che è un termine carino per chiamare le bugie), omissioni fatte mentre mi si accusava di star facendomi i cazzi miei
se più l'idea che c'era qualcuno a raccogliere le tue confidenze, le tue carezze o i tuoi pensieri
qualcuno che hai baciato, cui hai detto "ti amo"
se il fatto che io sapevo già, lo sentivo, era una cosa che mi urlava dentro
se il fatto che in fondo sti cazzi, se non sei in grado di gestire la tua vita mica è colpa mia
se il sentirmi dire che ancora non lo sai
se il vedere che in fondo fai sempre le stesse cose, non ne esci, e chissà se ne vuoi uscire
se il mio maledetto vizio di essere sempre io a consolarti, anche quando hai sbagliato tu, hai ferito tu
se il pensiero che non sarebbe successo se ti fossi rimasta incollata, ma cazzo, non sono la tua balia, e poi diciamolo pure, tu volevi che io stessi lontana
se il ripensare ancora a tutte le volte che tu dicevi che ti stavo impedendo di vivere, e intanto ti scopavi un'altra povera stronza, una stronza che probabilmente ti ha visto laurearti, e quella sera ha festeggiato con te, mentre io come una cogliona mi son sentita dire "sono stanco, ma esco coi colleghi del'università, almeno sto vicino casa"
se il chiedermi se alla fine è vero che nessuno è indispensabile, o se magari mi odii per qualcosa, qualcosa che sono e che non posso cambiare
se il rigirarmi nella testa tutte le cose cattive che mi hai detto, alcune senza rendertene conto

Non lo so, cosa mi disturba. E, qualunque cosa sia, di sicuro non mi impedisce di volerti ancora bene, e di preoccuparmi per te, quando un'altra ti avrebbe già dato fuoco a casa. Non voglio una medaglia, non me ne faccio niente, certe volte mi prenderei a schiaffi da sola. Vorrei che tu non dessi per scontato il perdono, o la comprensione, vorrei che tu capissi che il perdono e la comprensione costano care, ti levano pezzi, e se non piango non è perchè non faccia male, e se fa male è più colpa mia che tua, colpa mia che permetto ancora a queste cose di ferirmi, di mordermi e strappare brani di me, e colpa mia che penso ancora che capire e perdonare mi facciano meno male di dire addio.

Pubblicato il 26/12/2008 alle 22.38 nella rubrica Frammenti di Luna.

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