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Nuovo temino metallico

"Heavy Metal e società. Negli anni '80 il metal era uno status e l'ascoltatore rispondeva ad una serie di requisiti fisici, ed in parte anche ideologici, che lo rendevano facilmente riconoscibile. Al giorno d'oggi invece tutto sembra molto più complesso e difficilmente catalogabile: new metal, alternative, crossover etc. hanno portato a una modificazione dell'idea e figura del metallaro. Voi come vi ponete nei confronti della musica che ascoltate? E' un semplice passatempo, una passione, una religione? E come la trasmettete al di fuori di voi stessi e della cerchia di appassionati?"

Bel temino, davvero. Rognosetto, direi. Più che altro mi toccherà ripetermi.
Vado con ordine (sparso). Il metal per me, NON è una religione. Non può esserlo, il fanatismo è aberrante ed è una cosa che ho sempre schivato. Se lo fosse, e io mi mettessi a strillare strappandomi i capelli davanti a Max Cavalera, non sarei molto diversa dalle assatanate delle diverse (diverse?) boy- band che si son susseguite negli anni, dai Beatles in poi.
Il punto è: è cambiata la musica, com'era ovvio, ed è cambiato anche lo "stile" dei metallari. Ovvio anche questo, e dettato un pò dalle nuove leve, e un pò dalla ricerca esasperata di diversità. Io amo la musica, tutta. Amo vedere i KISS che due anni fa ancora si truccavano e i concerti erano esplosioni di kitch e lustrini. Amo vedere i Manowar ancora inguainati in imbarazzanti panataloni di pelle. Amo sentire l'ultimo dei Motorhead e pensare che Lemmy, il cantante, ha quasi l'età di mio padre, eppure senti che razza di robo produce, nemmeno avesse ancora vent'anni! Ecco, amo che LORO siano così. Mi va bene andare a ballare il metal e vedere gente iperborchiata con i capelli lunghissimi e i gilet dei Metallica. Ma per me non funziona. Come non funzionva aquando ero più piccola. "Il metallaro" non è una figura esistente, è l'immagine che di noi, del bacino di utenza di una certa musica, ha la gente. Un certo tipo di gente. E se loro mi vogliono immaginare torva e cattiva ipertatuata e ringhiante facciano pure. Ad ascoltare i Death non diresti che il piccolo Chuck fosse poi quella creatura dolcissima e stupenda che era. Oddio, invec eper alcune cose lo diresti. E senti un disco, ed è ringhi, cattiveria e chitarre violentate. Poi, ti appaiono i Death sul palco. Magliette e jeans, niente di più, niente di meno. Sì, ok, capelli lunghi, ma allora ERA trasgressivo, adesso è strano il contrario. "Il metallaro" è difficilmente catalogabile? meglio, no? o vogliamo metterci addosso tutti la stessa divisa? l'appartenenza a un gruppo, o a una cerchia di persone con stesse idee e stessi ideali, non si vede dai vestiti. Che poi la gente continui a farsi venire i mal di testa per vedere di incasellare tutto, a me non importa. Come non mi importa di far sentire alcune delle mie metalcanzoni preferite alla gente con i paraocchi. Non voglio far loro credere che sia tutto epic o gothic (diciamo le cose che vanno per la maggiore fra le signorine), e se si fermano ad una chitarra un pò più pesante evitando di sentire anche le parole, beh, peggio per loro.
Una mia amica ha detto "Non riesco a sentire i Pantera, mi fanno incazzare".
Brava, proprio a quello servono. Alla fine ognuno sceglie la propria colonna sonora per la vita. La mia è anche metal, e se qualcuno entra nella mia vita, avrà un piccolo pezzetto di colonna sonora metal, suo malgrado. Se non la vorrà, si vede che non era il caso che ci entrasse, nella mia vita. Il metal non è UN GENERE SOLO, sono tanti. Impossibile non trovare qualcosa che piaccia, sono i preconcetti che frenano. E vi assicuro che vedere un uomo in giacca e cravatta scuotere la testa in su e in giù sull'autobus mimando con le mani un assolo di chitarra è davvero la più grande manifestazione di come poi quel che conti di meno siano proprio le etichette.

Pubblicato il 27/5/2005 alle 20.12 nella rubrica Lega Metallica.

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